Socrate va in scena in CLIL!

CLIL: Socrate e i sofisti a confronto

Socrates and sophists in comparison

The activity of the 10th of February was organized by teachers I. Ziron, C. Candeloro and T. Micallef for our class, 3AL. It consisted in a debate between Socrates and the sophists, half of the classmates represented the Philosopher, the other one the sophists. Every “team” had to support its own ideas and reasons, to try and convince its enemies.

La nostra aula si trasforma in un tribunale proprio come quello in cui fu processato Socrate: a sinistra siedono gli accusatori e i sofisti, mentre a destra si trova Socrate con i suoi sostenitori. I primi vogliono dimostrare la colpevolezza del filosofo, uomo eccentrico, spregiudicato e critico verso tutti i valori tradizionali. Al contrario, l’accusato cerca di ribattere alle accuse, aiutato dai suoi discepoli e dalle sue capacità oratorie.

Il dibattito inizia con l’attacco dei sofisti, che accusano Socrate “di non riconoscere gli dei che la città riconosce e di introdurre altre nuove divinità”, prova sono i suoi frequenti riferimenti a un dio che lo guida verso la verità. Dal canto suo, egli ribatte di non aver mai affermato di avere un dio, bensì un daimonion, un demone in grado di consigliarlo in tutti i momenti della vita.

Lo scontro continua e i primi lanciano un’ulteriore accusa contro il Filosofo, basata sullo stretto legame che egli ha con i suoi allievi: è accusato di corrompere i giovani.  Chiamandoli in causa, egli dimostra che l’affermazione è infondata, poiché non riceve alcuna forma di compenso e sono le famiglie stesse che, volontariamente, mandano i propri figli ad ascoltare i suoi racconti, le domande e i dubbi che propone ai suoi uditori.

Il gruppo avversario non si arrende e accusa Socrate di destabilizzare le procedure della democrazia e di avere ispirato certi esponenti dell’aristocrazia ateniese più oltranzista, minando la pace della polis. Egli controbatte dichiarando che lui non è fedele ad alcun schieramento politico ma solo alle leggi della sua città che vuole rispettare sino alla morte.

In coda al dibattito gli accusatori criticano il suo intellettualismo etico e sostengono le loro posizioni intorno al male e al bene. Con l’aiuto dei propri discepoli e sfruttando l’arte della dialettica, Socrate tenta di difendersi, ma il Fato è a lui contrario: la giuria lo condanna a morte.

Per noi questa non vuole essere una conclusione ma solo l’inizio di un percorso che, insieme alla filosofia e all’inglese, vogliamo intraprendere, because unexamined life is not worth living.